Broken Nature: la XXII Triennale di MilanoMentre i danni sull’ambiente del folle antropocene sono sotto gli occhi di tutti, la mostra Broken Nature: Design Takes on Survival, fino al 1° settembre in Triennale,  esplora il ruolo del design ricostituente nella ricostruzione del legame tra ecosistemi naturali e esseri umani. 

Lug 09, 2019
Posted in: , Sostenibilità

 

 

triennaleinstalaltion-view_broken-nature_7_-la-triennale-di-milano-foto-gianluca-di-ioiaCurata da Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA, la mostra Human Nature è una approfondita indagine sui legami che uniscono l’uomo all’ambiente naturale, che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. E offre come soluzione un design sostenibile ma anche ricostituente, che agisce in modo attivo nella ricostruzione della natura.

Protagonisti della mostra sono dunque i progetti che mirano a correggere la deriva triennaleinstalaltion-view_broken-nature_4_-la-triennale-di-milano-foto-gianluca-di-ioiaautodistruttiva dell’umanità, ma anche a pensare in maniera diversa alla nostra relazione con l’ambiente e tutte le specie presenti sul pianeta, inclusi gli esseri umani,  suddivisi in quattro sezioni espositive: la mostra tematica Broken Nature; l’installazione The Great Animal Orchestra; la mostra speciale La Nazione delle Pianteed un padiglione dedicato a ventitue partecipazioni internazionali.triennaleannaraouluova

triennale-fq6a4521-la-triennale-di-milano-foto-gianluca-di-ioiaBroken Nature alterna un centinaio di progetti di design ricostituente realizzati negli ultimi tre decenni in tutto il mondo con quattro lavori appositamente commissionati a designer internazionali. Tra i progetti in esposizione, Capsula Mundi che esplora il tema della morte attraverso un contenitore  forma d’uomo in materiale biodegradabile di Anna Citelli e Raoul Bretzel; il sistema di gestione dei rifiuti One Stream di Formafantasma; l’Ice Stupa che vuol far riflettere sulle conseguenze del riscaldamento globale in Ladak; le stoviglie di materiale riciclabile ed edibile di Kosuke Araki…

triennale20190204_infogr_c3Accanto alla mostra tematica troviamo La nazione delle piante, esposizione divulgativa curata dal neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, che indica come prendere esempio dalle piante, dalla loro capacità di adattamento e dall’atteggiamento non predatorio sugli ecosistemi, per evitare un futuro catastrofico per l’umanità.

L’istallazioneThe Great Animal Orchestra è invece una meditazione sulla necessità di triennale-col-kra-8381preservare la bellezza del mondo animale: creata dal musicista e bioacoustician Bernie Krause e dallo studio Londinese United Visual Artists (UVA) in occasione della mostra eponima del 2016, mette assieme i suoni animali raccolti nei loro habitat da Kreuse con la traduzione visuale dei paesaggi sonori realizzata da UVA.triennaleoki-naganode-julia-lohmann-2013_-la-triennale-di-milano-foto-gianluca-di-ioia

Il percorso espositivo si chiude infine nel padiglione dedicato alle ventidue partecipazioni internazionali, con protagonisti i progetti più virtuosi provenienti dal mondo: dalle riflessioni sulla barriera corallina dell’Australia, ai biomateriali degli Stati Uniti, dai progetti di rigenerazione urbana dello Sri Lanka, alla progettazione di un qurtiere smart a basso impatto ambientale della Finlandia…

Broken Nature invita a comprendere in maniera più profonda i sistemi multispecie complessi e interconnessi in cui viviamo. – dichiara Paola Antonelli – Incoraggia ad adottare una prospettiva a lungo termine e suggerisce ai visitatori una serie di misure concrete che possono ispirare abitudini e attitudini per ricostruire i nostri legami con la natura. Broken Nature celebra il potere rivoluzionario dell’immaginazione e dell’inventiva”.

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