“La sostenibilità è per noi un modo di lavorare”L’anno passato si è chiuso con numeri positivi per i conciatori italiani ma il contesto mondiale è ancora debole e instabile. Il presidente Gianni Russo ricorda che il settore investe ogni anno il 4% del proprio fatturato in progetti sostenibili: un impegno oneroso di cui essere orgogliosi ma che va comunicato meglio.

Giu 27, 2018
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Il nuovissimo spazio Lineapelle all’interno di Palazzo Gorani, a Milano, ha ospitato per la prima volta l’assemblea associativa dei conciatori, svoltasi lo scorso 15 giugno.

Questo spazio sarà sede di eventi, mostre e incontri che avranno un unico denominatore comune: la diffusione della cultura e del valore della pelle italiana

ha spiegato il presidente UNIC Gianni Russo, inaugurando una nuova stagione all’insegna della comunicazione delle eccellenze del settore, che vale 1.213 aziende e quasi diciottomila addetti: “Vogliamo uscire dall’anonimato: investiamo tanto, siamo orgogliosi del nostro lavoro e meritiamo di farci conoscere”.

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Il presidente Gianni Russo

platea_lowNaturalmente si parla di investimenti in sostenibilità, molto più che un concetto per i conciatori italiani, piuttosto “un modo di lavorare”. Ed eccoli i numeri che testimoniano l’enorme impegno del settore su questo fronte: la conceria italiana investe ogni anno il 4% del proprio fatturato, cioè più di 200 milioni, in progetti sostenibili. E ancora: “Il 76% dei rifiuti è destinato a recupero e questo ci inserisce a pieno titolo nella logica dell’economia ad alta circolarità, posta come obiettivo dall’Agenda per l’Efficienza delle Risorse nella Strategia Europea 2020”. Ma naturalmente tutto questo impegno ha un costo “altissimo, che erode i nostri margini perché grava quasi interamente sulle nostre spalle”.

Per i conciatori italiani il 2017 è stato un anno “non esaltante, ma comunque positivo”. La produzione è cresciuta del 6,1% in volume e dell’1,8% in valore attestandosi sui 5,1 miliardi di euro. Anche l’export, destinato a 120 Paesi, ha chiuso in rialzo: +1%. A preoccupare è il contesto globale ancora pervaso da numerose debolezze ed instabilità. Guardando alle destinazioni d’uso, è ancora l’automotive a mostrare il trend di crescita più interessante (+19,6%) con una quota del 12,6% del totale, ma anche la calzatura – che resta il primo utilizzatore con quasi il 40% – torna in area positiva (+1,1%). A fronte di una crescita del 15,9% della domanda del comparto pelletteria si registra invece un calo del 2,9% di quella proveniente dall’arredamento.

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Un momento della tavola rotonda: da sinistra Valter Peretti, Piero Rosati, Rino Mastrotto, Alessandro Iliprandi, Gianni Russo e Graziano Balducci

Dopo la relazione del presidente, l’assemblea è stata animata da una tavola rotonda moderata dalla giornalista Maria Silvia Sacchi con i vicepresidenti UNIC Valter Peretti, Alessandro Iliprandi, Piero Rosati e Graziano Balducci. Si è parlato di lotta al decadimento della qualità delle pelli, del problema dei capitolati delle firme che impongono parametri più restrittivi delle normative stesse, dell’immenso valore dei distretti e del rinnovato impegno del settore sul fronte della ricerca anche grazie al nuovo corso della Stazione Pelli di Napoli.

Infine, un intervento del giornalista e scrittore Davide Giacalone che ha elencato una serie di dati volti a sottolineare l’importanza dell’Italia nello scenario economico internazionale, ma anche un Paese con il brutto vizio di  “dipingersi come fosse sempre sull’orlo del baratro. Invece bisogna guardare ai settori che funzionano, proprio come la concia” ha concluso Giacalone.

UNIC – National Union of Tannery Industry http://www.unic.it

The National Union of Tannery Industry has been working since 1946 for the protection of associated companies by promoting the […]

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