La sostenibilità nella moda aumenta, ma a passo cortoL’industria della moda ha migliorato la propria performance ambientale e sociale nello scorso anno, ma ad un tasso inferiore di un terzo rispetto al 2018: lo afferma The Pulse Score, studio promosso da Boston Consulting Group e Sustainable Apparel Coalition. Mentre la crescita rapida del settore mette a rischio gli obiettivi dell’agenda di Parigi, i consumatori chiedono sempre più sostenibilità.

Lug 08, 2019
Posted in: , Sostenibilità

La crescita della sostenibilità nel settore della moda rallenta il passo: nonostante sia passata da 38 a 42 punti sui 100 dell’indice Higg, è cresciuta meno dell’anno precedente, quando la performace era stata di 6 punti. Anche prevedendo un aumento medio di 5 punti percentuali l’anno, non sarà abbastanza per controbilanciare l’impatto enorme della rapida crescita dell’industria della moda che, stando alle previsioni, aumenterà del 81%  a 102 milioni di tonnellate entro il 2030, esecitando un impatto insostenibile sul pianeta.

The Pulse evidenzia come la performance positiva di quest’anno sia dovuta soprattutto ad aziende che, nei primi stadi del percorso nella sostenibilità, hanno gettato le fondamenta per l’adozione di strategie di sviluppo sostenibile e di governance, fissato target per il risparmio di energia, acqua, prodotti chimici. Sono invece state meno virtuose le grandi aziende che sono più in alto nella curva di Higg, che vengono esortate a compiere un balzo in avanti, a trovare modelli di business più dirompenti e sfruttare tecnologie innovative per incrementare ulteriormente la sostenibilità. Lavorare in accordo ai governi per implementare normative ad hoc. Imporre alla filiera di migliorare le pratiche sociali e ambientali.

Lo studio evidenzia anche come i consumatori siano sempre più consapevoli e preoccupati nei confronti della sostenibilità. Il 75% degli intervistati nei cinque continenti lo considera un fattore importante. Il 38% addirittura ha affermato di essere passato da un brand preferito ad un altro ritenuto più impegnato a livello ambientale e sociale.  Ma, quando si arriva alla propensione alla spesa, ecco che il fattore chiave sostenibilità scende al 7%, dietro a variabili come l’alta qualità (23%), sembrare di successo (17%) e un buon rapporto qualità/prezzo (16%).

E’ proprio questo dato che spinge The Pulse ad esortare le aziende a farsi promotrici nell’influenzare il consumatore e spingerlo a verso consumi più consapevoli, mettendo in atto offerte e comunicazione che incoraggino una maggiore consapevolezza e responsabilità.

 

Greenitaly: un paese virtuoso

 

schermata-2019-07-08-alle-14-31-55Una impresa italiana su quattro produce prodotti o tecnologia green: è questo tessuto di imprese ad aver spinto l’intero sistema produttivo nazionale verso la leadership europea nelle performance ambientali. Lo dichiara lo studio Greenitaly 2018 realizzato da Symbola e Unioncampere, che fotografa un paese virtuoso nel risparmio energetico, nella gestione delle risorse, nel contenimento dei rifiuti e del riciclo, negli investimenti in bioeconomia e chimica verde. Merito è appunto di quelle imprese, spesso Pmi e senza aiuti statali, che con uno scatto d’orgoglio si fanno promotrici di progetti sostenibili e diventano così competitive, anche sui mercati internazionali. Esempi come quelli della filiera moda: delle 80 imprese che hanno aderito a Detox di Greenpeace, 60 sono italiane.

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