Dopo una pausa di tre anni dovuta alla pandemia di Covid-19, una delle principali fiere mondiali della pelle e della moda è tornata a far parlare di sé presso il Dubai World Trade Centre, dal 30 marzo al 1° aprile scorsi, in coincidenza con gli ultimi giorni di Expo2020.
Il ritorno dell’evento fieristico è stato salutato dagli operatori del settore con energia, allegria e ottimismo. La pandemia perdurante, le restrizioni di viaggio in Cina e nel sud-est asiatico, nonché il conflitto Russia-Ucraina, che ha generato maggior incertezza geopolitica e sanzioni economiche ad ampio raggio, certo non realizzavano le migliori condizioni possibili per lo svolgersi dell’evento. Ciononostante, un totale di 463 espositori, provenienti da 34 Paesi e regioni, ha preso parte ad APLF Leather, Material+ and Fashion Access. Tra cui anche alcuni esordienti, come gli espositori dall'Uzbekistan per il settore pelle, o quelli dalla Georgia e dallo Zimbabwe nell’ambito del prodotto finito. Molto importante la presenza italiana, in particolare grazie alla nutrita partecipazione dei produttori di macchinari, membri di Assomac. A tutti questi espositori hanno fatto visita oltre 6.000 compratori provenienti da 88 Paesi e regioni.
"Come piattaforma commerciale, APLF Dubai aprirà nuovi mercati ed espanderà la sua portata globale fino a quando la normalità regnerà di nuovo in Cina e nel sud-est asiatico", ha confermato David Bondi, direttore di APLF e vicepresidente senior di Informa Markets Asia.
Alla conferenza stampa di apertura, gli organizzatori di APLF hanno ospitato il lancio della Giornata Mondiale della Pelle, svoltasi il 30 marzo 2022. Un’iniziativa concepita dal Leather Working Group e da Leather Naturally che hanno unito le forze per promuovere e difendere la pelle.
Infine, la domanda delle domande: dove si svolgerà la prossima APLF? La risposta verrà annunciata prima dell'estate, riferiscono gli organizzatori.