Il prossimo anno Coronet avvierà un nuovo stabilimento in Vietnam che si aggiungerà ai due italiani e a quello cinese, mentre continua ad investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove linee di prodotto eco-friendly

A dispetto della difficile congiuntura ci sono aziende che continuano ad investire. E’ il caso di Coronet, azienda italiana specializzata nella produzione di materiali sintetici per calzature, pelletteria e abbigliamento, attiva sul mercato da quarant’anni.

Abbiamo deciso di aprire un nuovo stabilimento in Vietnam – raccontano Jarno Tagliarini e Umberto De Marco, ripettivamente CEO ed executive adviser – Stiamo valutando le offerte di alcuni parchi industriali e contiamo di avviare l’attività entro il primo trimestre del 2014

Per la società per azioni che ha sede a Corsico (Milano) si tratterà del quarto stabilimento, una nuova grande unità produttiva che andrà ad aggiungersi alle due italiane di Cisterna di Latina e Velletri, nel Lazio, e a quella cinese di Huizhou, nel Guangdong, avviata sei anni fa. I vertici aziendali tengono a sottolineare che il nuovo stabilimento non rappresenta un’alternativa a quelli già esistenti, anzi.

Non vogliamo chiudere in Cina per spostarci in Vietnam e tantomeno disinvestire in Italia, dove con un centinaio di dipendenti facciamo la ricerca e lo sviluppo dei nuovi prodotti, ma anche tutta la produzione della base coagulata necessaria per le attività estere

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Perché allora un altro stabilimento?

Il mercato della calzatura di volume si sta spostando verso il Vietnam, ma anche verso l’Indonesia e la Thailandia. Spesso sono gli stessi clienti a chiederci di seguirli nelle loro migrazioni produttive, perlopiù parziali. Da parte nostra però non c’è alcuna volontà di abbandonare la Cina. Dopo una naturale fase di avviamento, che per necessità prevede lo spostamento di una parte della produzione dalla Cina al Vietnam, contiamo di destinare questo nuovo impianto solo alle crescite di business. L’apertura in Vietnam – spiegano i responsabili Coronet – è legata alla previsione di un aumento degli ordini anche in virtù di nuove strategie commerciali che abbiamo avviato da circa un anno. Attualmente in Cina produciamo circa 3,5 milioni di metri l’anno con 120 dipendenti. Con l’avviamento della produzione in Vietnam, prevediamo di arrivare a 4,5 milioni in una prima fase per poi arrivare, nel giro di due, tre anni, a 5-6 milioni di metri in totale

Quali le previsioni di fatturato?

Negli ultimi due anni come gruppo ci siamo attestati attorno ai 24-25 milioni di euro. Grazie al nuovo stabilimento asiatico, nell’arco di tre anni potremmo arrivare a 35-40

Quali sono le novità dal punto di vista dei prodotti?

Ogni anno destiniamo alla ricerca tra il 7 e il 10% del fatturato, pertanto le novità sia dal punto di vista fashion che tecnico sono continue. Grande attenzione è dedicata al tema del rispetto ambientale come dimostra il lancio nell’ottobre 2012 della famiglia ECOLOGIKA, che oltre ad essere ecocompatibile offre importanti caratteristiche tecniche a livello di assorbenza, traspirabilità e facilità al montaggio. Dopo aver lanciato Ecologika come materiale per fodera, oggi disponibile con un’ampia cartella colori, stiamo ora lavorando allo sviluppo di un prodotto analogo per la tomaia. Stiamo inoltre mettendo a punto una variante di Ecolife, un nuovo prodotto destinato al mercato sportivo prestazionale. Sempre in espansione è poi la linea Innovaction con tanti prodotti tecnici provvisti di specifiche certificazioni di idoneità