La “Industria Chimica Mediterranea” fondata nel 1952, comincia la sua attività con la produzione di collanti a base solvente.
Tale gamma si è arricchita nel tempo con l’introduzione di adesivi a base d’acqua, ai quali è notoriamente riconosciuto un minor impatto sia sull’ambiente che sulla salute degli utilizzatori.
Altra data significativa è il 1992, anno in cui viene introdotta una nuova linea destinata alla produzione di tessuti per puntali e contrafforti.
Dopo circa 30 anni, altra sfida, ed altro impianto. Questa volta l’azienda si cimenta nella produzione di film in Poliuretano termoplastico. 
“In sostanza produciamo film in TPU dello spessore minimo di 100 micron fino ad un massimo di 800 micron – ci spiega Roberto Palmieri, responsabile vendite dell’azienda – destinati principalmente alla calzatura e soprattutto alla nobilitazione di suole in PU. I vantaggi derivati dall’applicazione di tali film sono molteplici: maggiore resistenza all’abrasione delle suole, semplificazione del processo produttivo per i suolifici, possibilità di mascherare eventuali imperfezioni che possono verificarsi durante l’espansione del poliuretano.”


Il risultato che se ne ottiene, nonostante il leggero incremento di costo derivante dall’utilizzo del film, è talmente migliorativo che, in breve tempo, i brand più conosciuti ed esigenti, non hanno esitato ad adottarlo.
Il poliuretano, comunque è un polimero talmente eclettico e performante, che viene impiegato trasversalmente in svariati processi produttivi:
“In questi anni – prosegue Roberto Palmieri – abbiamo ricevuto le più variegate richieste di collaborazione: dall’arredamento, al biomedicale, dalla nautica alla pelletteria.”
La strategia dell’azienda quindi è quella di allargare il proprio campo d’azione sfociando in settori attualmente non di sua pertinenza.
“Entro fine d’anno sarà varata una linea di rifinitura e stampa che ci permetterà di migliorare ulteriormente la qualità dei ns. manufatti consentendoci altresì di esplorare quei mercati cui si faceva precedentemente cenno. Il ns. core business comunque rimane la calzatura e prevediamo che l’applicazione dei film in TPU si diffonderà non solo nelle sneakers, ma anche nelle scarpe da running. Una ricerca condotta da Brooks, – conclude Roberto Palmieri – segnala infatti, come l’applicazione di tale accorgimento riesca anche a migliorare il re-bound delle suole”.

Il TPU secondo Industria Chimica Mediterranea
Il TPU è l’anello di congiunzione tra i polimeri termoplastici e le gomme. Con i primi condivide la capacità di termoformarsi, per effetto del calore, anche dopo l’indurimento; con le seconde l’elasticità.
In altre parole, nell’ambito degli elastomeri , è il polimero con le maggiori proprietà meccaniche, eccellente flessibilità in assenza di plastificanti, anche in caso di durezze elevate, nonché resistenza alle basse temperature, alla luce, all’invecchiamento e all’attacco batterico.
Industria Chimica Mediterranea trasforma TPU di diversa natura: polieteri e poliesteri aromatici, per applicazioni che richiedono flessibilità, forza e tenacità, alifatici, laddove sono richieste stabilità alla luce, trasparenza e forte adesione.
Il processo di lavorazione, che non prevede dissoluzione in solvente, ma fusione per calore, lo rende un materiale a basso impatto ambientale, interessante per tutti quei settori dove è necessario un supporto estremamente resistente all’usura, elastico ed impermeabile.