Aggiornamento del 3 agosto 2020: è disponibile il nuovo sito e-commerce shop.forestali.it per la commercializzazione della nuova linea di prodotti detergenti igienizzanti per mani e superfici VIP, GULP e WOW . Il sito web, aperto anche al target retail, presenta una struttura che consente di accedere con rapidità al catalogo prodotti acquistabili direttamente sul portale, oltre che su Amazon.

Il 2020 si era aperto con risultati più che incoraggianti e obiettivi importanti raggiunti, a cominciare dall’approvazione del progetto di fusione tra Industrie Chimiche Forestali S.p.A e ICF Group S.p.A. – società quotata sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., tra gli operatori di riferimento a livello nazionale e internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore semplificazione della struttura societaria e una maggiore efficienza dei costi a livello di Gruppo. Inoltre, i risultati consolidati dell’esercizio 2019 erano più che positivi, con ricavi consolidati pari a Euro 71,7 milioni, di cui 67% generato all’estero (Euro 79,7 milioni nell’esercizio 2018), EBITDA pari a Euro 9,1 milioni, +6,6% rispetto al 2018, miglioramento della marginalità del 12,6% e un utile netto adjusted pari a Euro 4,5 milioni e riduzione dell’indebitamento finanziario netto al 31/12/2019 a Euro 4,4 milioni (contro i 9,3 milioni al 31/12/2018). Nel frattempo, era stata conseguita la certificazione IATF, per accreditarsi a pieno titolo nel mercato dell’auto, oltre ad aver adottato i nuovi principi contabili IAS / IFRS per la redazione del bilancio. Industrie Chimiche Forestali S.p.A. aveva anche avviato la redazione del primo Bilancio di Sostenibilità presentato in Assemblea, redatto su base volontaria nel rispetto dei GRI Standard definiti dal Global Reporting Initiative. In questo quadro a tinte vivaci e positive è poi arrivato il Covid-19, con le conseguenze che noi tutti conosciamo. Eppure, il Gruppo ha saputo reagire prontamente, cogliendo l’opportunità di mutare lo stato di crisi in vantaggio competitivo. ICF, che dal 1918 è attiva in Italia nella Chimica per il settore calzature, pelletteria, arredamento e dal 2005 anche automobilistico e dell’imballaggio flessibile, ha infatti messo a punto una nuova linea di prodotti finalizzati alla protezione e alla detergenza della persona e delle superfici. Parliamo, in particolare, dei prodotti VIP & TOP, formulati appositamente per il trattamento igienizzante della cute delle mani per operatori professionali e per uso domestico, cui è seguito il lancio di GulP, prodotto per la detergenza e l’igiene delle superfici. Come se non bastasse, è stata avviata anche la produzione e la commercializzazione di tessuti tecnici altamente performanti denominati FREEDOM M1, destinati alla realizzazione di mascherine chirurgiche di tipo 1, 2 e 2R, conformi alla normativa UNI EN 14683, in collaborazione con la multinazionale finlandese AhlstromMunksjö. Si tratta senza dubbio di un esempio importante di resilienza e di capacità di reazione alle crisi, qualità oggi più che mai fondamentali e di cui abbiamo parlato con Guido Cami, Presidente e Amministratore Delegato di ICF Group S.p.A.

Come è nata l’idea di lanciare sul mercato questi nuovi prodotti?

Il primo trimestre dell’anno è iniziato molto bene, poi purtroppo a partire da marzo la diffusione di Covid-19 ha imposto a diversi operatori delle filiere a valle l’interruzione delle attività economiche, provocando un rallentamento significativo e generalizzato dei settori di riferimento, e impattando indirettamente anche sulla nostra attività. Da parte nostra, abbiamo messo subito in smart working tutto il personale – dal commerciale al customer service, dall’amministrazione alla logistica. Solo la fabbrica è rimasta aperta con una novantina di persone, che hanno lavorato su tre turni. Abbiamo cercato di capire quali fossero le esigenze del mercato in quel momento e come avremmo potuto reagire al nuovo stato di cose. L’idea ci è venuta da un’esigenza concreta: ai primi di marzo gli igienizzanti scarseggiavano o erano introvabili, così grazie all’esperienza di oltre 102 anni maturata nel settore della chimica e all’impegno del nostro centro di ricerca e sviluppo, abbiamo messo a punto una nuova soluzione idroalcolica igienizzante.  Il 15 marzo avevamo già registrato i due prodotti: VIP & TOP per l’igienizzazione della cute e in seguito GulP, per la detergenza e l’igiene delle superfici. Ad aprile, in collaborazione con Ahlstrom-Munksjö, una multinazionale finlandese  leader globale nei tessuti tecnici e performanti, abbiamo quindi messo a punto un nuovo prodotto filtrante per mascherine chirurgiche tipo 1 e 2 omologate secondo la legge 14683. La velocità con cui abbiamo reagito ad un periodo di difficoltà immaginando, producendo e vendendo questi prodotti ci ha premiato con la fiducia della clientela e un buon ritorno di fatturato.

Quali cambiamenti ritiene abbia determinato questa emergenza sanitaria nel sistema produttivo e nel mercato?

In breve tempo è emersa una radiografia del sistema, con le sue falle e i suoi punti di forza. Intendo dire che guardando a dipendenti, clienti, fornitori e concorrenti, è diventato di colpo evidente chi aveva voglia di rimboccarsi le maniche e cercare delle soluzioni alle difficoltà, e chi invece non era disposto a impegnarsi per far andare avanti le cose, adducendo varie scuse o problemi. Per fortuna, la maggior parte delle persone con cui abbiamo rapporti si sono dimostrate serie e volenterose. Al di là di questo, la situazione generale è senza dubbio complessa, ci sono ancora molti timori e il mercato stenta a riprendere i ritmi pre-Covid. Ci vorrà del tempo, ma sono sicuro che piano piano le cose torneranno alla normalità, sperando tuttavia che non ci sia una recrudescenza del problema. Si creeranno probabilmente nuovi assetti ed equilibri, con aggregazioni di aziende e la formazione di grandi Gruppi, e rimarrà sul mercato chi negli anni ha sviluppato un modello di business vincente e prodotti validi.

 A suo parere, che cosa dovrebbe cambiare nel nostro sistema paese?

Innanzitutto, le banche dovrebbero incominciare a fare le banche e quindi a dare credito a chi lo richiede e farlo nei tempi corretti. Andrebbe, inoltre, rivisto il pagamento alle aziende a 90 giorni, perché si può finanziare un cliente per un mese, ma non ci si può sostituire alle banche ‘concedendo’ lunghi finanziamenti. Lo stesso vale per la pubblica amministrazione, che dovrebbe incominciare a saldare i propri debiti con le aziende, o per lo meno, il governo dovrebbe fare da garante e pagare i debiti della PA alle aziende stesse. Fino ad ora tutto questo non è accaduto.

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