Lo stilista coreano Dong Seon Lee e la product manager napoletana Giuliana Borzillo, la coppia multiculturale che ha fondato a Firenze l'innovativa start up ID.LAB, ha lanciato il progetto di Sneakers re-volution ID.EIGHT: ID come identità, Eight come l'8 che richiama il segno dell'infinito. Un progetto sostenibile che è stato premiato alla XVII edizione di Who Is On Next?, promosso da Altaroma e Vogue Italia per mettere in risalto i giovani talenti creativi, con il premio Pitti Tutoring & Consulting.

Provenite da due mondi distanti: come vi siete incontrati?

“E' stata la comune passione per la calzatura a farci incontrare: ci siamo trovati in fiera al MICAM e tra noi è stato subito colpo di fulmine. Dopo una lunga frequentazione a distanza, abbiamo deciso di fare il grande passo e andare a convivere”.

Un'unione sentimentale ma anche lavorativa: Dong, come nasce la startup ID.EIGHT?

“Sono laureato in moda a Seoul (Korea del Sud) e, arrivato in Italia con una borsa di studio, ho conseguito il diploma di Footwear Design al Polimoda di Firenze, mentre Giuliana dopo gli studi universitari a Napoli, ha preso un master al Polimoda di Firenze: abbiamo deciso quindi di mettere a frutto le nostre attitudini e trasformare la nostra complementarietà in qualcosa di più. Io avevo da sempre sognato di realizzare una linea di scarpe tutta mia che rispecchiasse la mia identità orientale/minimal e la creatività di ispirazione anni '90. Mentre Giuliana, dopo aver fatto una esperienza come product manager di un famoso brand di scarpe, sognava di poter creare un brand che fosse eco-sostenibile e nel contempo di design ricercato. E così abbiamo trasformato i nostri sogni in una realtà concreta e tangibile, costruendo le fondamenta del nostro progetto sull'unico elemento in grado di fare forma pratica ai sogni: l'amore. E' così che è nato il marchio ID.EIGHT di cui oggi io sono il creative designer director mentre Giuliana è la brand manager”.

Giuliana, quali sono le basi su cui poggia il progetto di ID.EIGHT?

“Fino dall'inizio abbiamo deciso di puntare sulla calzatura sportiva realizzata con materiali riciclati per non depauperare il pianeta. Abbiamo deciso di adottare materiali riciclati dagli scarti alimentari sviluppati da startup innovative come la nostra per le tomaie: il Piñatex realizzato con foglie di scarto dell'ananas coltivato nelle Filippine, il Vegea che risulta dalla bio-polimerizzazione della vinaccia in Italia e l'Apple Skin dalla bio-polimerizzazione di bucce e torsoli delle mele in Italia. Successivamente abbiamo esteso la nostra ricerca anche per tutti gli altri componenti adottando la gomma riciclata per le suole, il poliestere riciclato per i lacci, etichetta e nastri, cotone riciclato per i sottopiedi, mesh e lycra riciclate per gli inserti sulla tomaia…”.

Dong, e per il packaging?

“Per dare coerenza al progetto lo abbiamo proposto in carta riciclata e ci abbiamo messo dentro una sorpresa: una “bomba pacifica” di semi, terra e argilla da piantare nel vaso di casa o in spazi grigi della città per creare un micro-habitat favorevole alle api. Il progetto lo abbiamo sviluppato con Parco Cinque Sensi, bellissimo bosco della Tuscia”.

Giuliana, su quali tecniche di marketing si affida il brand?

“Noi lo chiamiamo Smarketing: un modo nuovo di comunicare, sincero, etico e partecipativo. La validità del nostro progetto si è attirato il sostegno gratuito dei media e dei supporter sui social, ottenedo una risposta più che positiva. Poi, molto del lavoro promozionale è 'fai da te', con l'aiuto di Dong che cura i video, di parenti e amici attorno ai quali si è creata una comunità che diffonde stili di vita sostenibili che vanno oltre i confini del nostro progetto”.

Dong, anche l'etica gioca un fattore importante per ID.EIGHT?

“Assolutamente: proponiamo un filiera del prodotto controllata dal punto di vista etico, dai materiali al trasporto, al rispetto dei diritti sindacali dei lavoratori, per non trascurare un aspetto fondamentale nella definizione di un prodotto davvero sostenibile”.