La sostenibilità rappresenta una sfida non più procrastinabile per le aziede del sistema moda che, spronate dalla maggiore consapevolezza dei consumatori, sempre più attenti a cosa c’è dietro il brand, sono chiamate a convertire i processi industriali applicando nuove

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tecnologie.

Di questo si è parlato durante il convegno che ha mostrato le prospettive dei diversi attori del settore moda. VF Corp attraverso la testimonianza di The North Face ha raccontato come sia decisivo il dialogo con la politica come vettore di cambiamento. Zalando ha posto l’accento sull’interazione tra innovatori digitali e mondo della moda, anche come veicolo per rendere trasparente la supply chain. C.L.A.S.S. ha condiviso il percorso di integrazione della sostenibilità all’interno di un approccio di economia circolare nella moda, sia dal punto di vista strategico che nei case history inerenti alla supply chain. Caudalie, dal settore cosmetico, ha puntato all’innovazione tecnologica come acceleratore di sostenibilità, fondando un nuovo laboratorio di ricerca e formulazione naturale.

OVS ha infine presentato il manifesto per la circolarità ideato da 25 studenti universitari, protagonisti il giorno precedente della “Circularity Ideathon” una maratona di studio e confronto dei Millennials sulla sfida della moda circolare. Il documento prodotto identifica per ognuna delle cinque diverse fasi del design, manifattura, marketing e conv-milanoimg_2044comunicazione, distribuzione e vendita, vita post vendita, le best pratice da attuare.

Conclude i lavori Giusy Cannone Ceo di FTA: “Convertire i processi di un’azienda verso la sostenibilità non è qualcosa che si può fare dall’oggi al domani. In questo momento però rispetto a qualche tempo fa c’è una concreta attenzione da parte di alcuni leader su questo tema a valutare con serietà e determinazione i passi da seguire per raggiungere l’obiettivo di azienda sostenibile”.