Fabrizio Nuti
Fabrizio Nuti

Una conceria tutta nuova, attrezzata con tecnologie e macchinari di ultima generazione che assicurano una maggiore efficienza del processo produttivo ed un significativo risparmio di risorse. Il nuovo capannone di 3.500 metri quadri, adiacente alla vecchia conceria Nuti Ivo di Santa Croce sull’Arno, è ormai quasi completamente allestito e quando uscirà questo giornale avrà già iniziato la produzione, tutta dedicata alla rifinizione delle pelli. Un investimento importante che, insieme ad un’altra struttura aggiuntiva di 2.500 metri quadri, ha comportato un esborso attorno agli otto milioni di euro per il gruppo toscano composto da sette concerie:

Gli impianti produttivi della conceria Nuti Ivo erano obsoleti e avevamo necessità di ampliare spazi e produzione – ci spiega il numero uno del gruppo, Fabrizio Nuti – I nuovi sistemi automatizzati ci permetteranno di produrre almeno il 20% in più, ma anche di ridurre gli errori e gli scarti di lavorazione.  Grazie all’efficacia delle nuove linee di spruzzatura, contiamo di ottenere risparmi significativi  nell’utilizzo di prodotti chimici, mentre i pannelli solari installati sul tetto ci aiuteranno a contenere la bolletta energetica.

Sul piano logistico nulla è stato lasciato al caso e la scelta delle tecnologie è stata molto scrupolosa: “Non ci siamo limitati a scegliere il meglio del mercato: dopo un anno di prove, abbiamo selezionato e assemblato parti di macchine di fornitori diversi e personalizzato il tutto in base alle nostre esigenze” ci racconta con orgoglio Nuti.

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panoramicaUna conceria che diventerà un modello di riferimento per tutto il gruppo che produce pelli bovine e ovine, destinate ai settori della pelletteria, della calzatura e dell’abbigliamento di fascia alta. In totale, nelle varie unità produttive, si producono circa 40 milioni di piedi l’anno con circa 250 addetti. Nelle sette concerie del gruppo, che sviluppa un fatturato annuo attorno ai 140 milioni di euro, si realizzano tutte le tipologie di concia: al cromo, al vegetale ed anche metal free. “Siamo in grado di rispondere a qualsiasi richiesta del mercato”.

Da alcuni anni il gruppo è quasi autosufficiente anche dal punto di vista dei prodotti chimici:

Quattro anni fa è capitata l’occasione di avviare una produzione di formulati chimici e l’abbiamo colta al volo. Oggi ne siamo molto soddisfatti perché ci consente di operare in piena sicurezza rispetto alle normative Reach e alle richieste sempre più restrittive delle grandi firme della moda – conclude Nuti.

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