Dopo sette anni di crescita ininterrotta, l'industria dei macchinari per la conceria, calzatura e pelletteria fa una brusca frenata nel 2019 mostrando tutti gli indicatori di produzione, export e saldo commerciale in calo a doppia cifra. Secondo i dati elaborati da Assomac, la produzione è scesa a 614 milioni di euro, in calo dell'11% (nel 2018 era a quota 690 milioni), l'export ha ceduto del 13,77% a quota 425 milioni di euro e, nonostante un corrispettivo calo delle importazioni del 28,34%, il saldo commerciale è sceso del 14,32% assestandosi a 396,22 milioni di euro (nel 2018 era di 460,42 milioni).

La débacle è stata causata soprattutto dalla debole performance dell'export registrata da tutti i comparti, a partire dal meccano-calzaturiero (18,77%), seguito dal meccano-conciario (-16,64%) e dal meccano-pellettiero (-15,8%). Più contenuta, ma sempre nell'ordine delle due cifre, la perdita del settore ricambi, -10,35%.


Macchinari per concia: il Vietnam scala posizioni

L'export del settore conciario è risultato più penalizzato sul mercato americano (Centro Nord -44,66%, Sud -39%) e su quello europeo (-22,7%), mentre sono rimaste stabili le esportazioni in Asia, che si conferma la prima area di sbocco con una quota del 44,9% per un valore di 59,63 milioni di euro. I primi venti mercati di sbocco hanno mostrato un forte dinamismo sia in salita che in discesa, confermando come primo cliente del made in Italy la Cina (+10,19%). Al secondo posto in classifica scala ben sei posizioni rispetto al 2018 il Vietnam (+68%) seguito dalla Turchia che ne scala 3 (+9,74%). Scende invece dalla seconda alla quarta posizione, il Messico (-56,99%), seguito da Stati Uniti (-18,56%). Tra i mercati dove il made in Italy ha ottenuto una migliore performance ci sono la Francia (+35%), l'Uzbekistan (+217,89%), la Corea del Sud (+91,89), Regno Unito (121,61%) e l'Indonesia (+173,86%). Per contro, sono risultati fortemente negativi paesi come la Thailandia che pure era la terza destinazione nel 2018 (-63,97%), India (-33,29%), Brasile (-49,52%) e Germania (-42,93%).


Macchinari per la calzatura: l'India diventa il primo mercato

Il comparto meccano-calzaturiero nel 2019 ha invece mostrato un calo netto delle esportazioni nelle Americhe, in Asia ed in Europa. Oltre la metà delle esportazioni del comparto (51,6% per un valore di 44,34 milioni di euro) è diretta in Europa, mentre per il 29,7% in Asia.

I primi otto mercati di sbocco del 2018, nel 2019 sono risultati tutti in calo: Vietnam (-55,55%), Cina (-52,79%), Spagna (-24,78%), Romania (-6,19%), Germania (-35-56%), Indonesia (-62,62%), Albania (-45,26%) e Francia (-27,37%), tuttavia, a parte il caso dell'Indonesia (16.ma) e l'Albania (11.ma), restano ancora tra i primi dieci mercati di sbocco. Spicca invece la performance dell'India che si porta al vertice della classifica con +66,99%, e la crescita di mercati come la Tanzania (+243,36%), Tunisia (+72%), Bosnia Erzegovina, Serbia e Repubblica Ceca e Messico (tutte a doppia cifra).


Macchinari per pelletteria: penalizzati dall'Asia

Per quanto riguarda invece il comparto delle macchine per pelletteria il calo delle esportazioni è imputabile in modo considerevole alle minori vendite in Asia (-35,11%). Non sono andate bene neppure le vendite in Centro Nord America ed in Europa, mentre il Sud America è risultato di segno positivo (+23,58%). Come per il meccano-calzaturiero, anche in questo caso la quota maggiore delle esportazioni è generata in Europa (46,7%, per un valore di 21,13 milioni di euro) seguita da Asia (32,5%).

Vietnam e Francia si sono scambiate le posizioni nella classifica dei primi mercati di sbocco, la prima con -63,08% è stata scavalcata dalla seconda con +23,41%. Conquistano posizioni Spagna (13,32%), Egitto (1399,73%), Repubblica Dominicana, Portogallo, India, Messico, Cina, Corea del Sud e Regno Unito. Cedono invece Romania, Brasile, Stati Uniti, Hong Kong e Germania.