Fabrizio Nuti

La situazione attuale continua a essere grave. Si riesce a delinearne un quadro attuale e immaginarne prospettive?
“Siamo ancora toccati dall’emergenza pandemica e se c’è una certezza è l’incertezza, che rende praticamente impossibile parlare di prospettive.
Il 2020 lo abbiamo archiviato con dati negativi: quasi il 25% in meno del fatturato, una perdita senza precedenti, mentre la flessione dell’export si è attestata sul 18%.
La crisi è stata meno pesante per le destinazioni arredo e automotive, ma la moda, che per la conceria italiana vale per il 70% del suo fatturato, ha sofferto ed è destinata a soffrire ancora, perlomeno in questo primo semestre 2021. È presto per dire se nel secondo potremo parlare di ripresa”.

Quali sono i punti di maggior criticità per il mondo delle concerie? Cosa si sta facendo in merito e cosa andrebbe fatto?
“Più che dei suoi punti di criticità, parlerei dei punti di forza del settore conciario italiano, che, anche in questa drammatica situazione, ha saputo reggere. Siamo per lo più aziende a conduzione familiare, ben patrimonializzate e le nostre dinamiche vanno anche oltre la fortuna dell’azienda.
Abbiamo sempre investito e continuiamo a farlo anche ora. Investiamo in ricerca e sviluppo, nella creatività, nella sostenibilità ambientale, indipendentemente e oltre gli obblighi di legge.
La crisi è spiazzante, ma la nostra ‘affidabilità’ viene riconosciuta dai clienti e ci aiuterà a superarla. Le aggregazioni e le acquisizioni cui stiamo assistendo ormai da tempo sono un’ulteriore prova di quanto sto affermando”.

Quali ritiene siano le iniziative della scorsa presidenza che ha trovato positive e su cui intende proseguire?
“La Presidenza di Gianni Russo ha dato una svolta importante all’associazione, l’ha rinnovata e modernizzata, sono stati avviati progetti importanti per la tutela e la valorizzazione del settore, con un forte coinvolgimento e coesione di tutti noi imprenditori.
La strada è tracciata, però, ora, dovremo muoverci in un mutato contesto storico ed economico”.

Quali saranno le priorità della sua presidenza?
“L’ho ribadito nel momento della mia elezione: lavorare a 360 gradi sulla sostenibilità e promozione della pelle. Comunicare in maniera più incisiva gli aspetti virtuosi e distintivi della pelle e nel contempo puntare all’innovazione, attraverso nuove e più efficienti tecnologie. Un tema particolarmente importante è poi quello della tracciabilità. Mantenere e promuovere la leadership della conceria italiana e dell’intera filiera è un impegno che non può prevedere deroghe”.

La legge a tutela della pelle (terminologia) ha rappresentato un traguardo importante. Quali iniziative pensa siano cruciali per continuare a sostenere il settore sotto il profilo della comunicazione di cosa è la pelle e quali sono i suoi punti di forza?
“Il Decreto Legge 68/20 rappresenta una pietra miliare per il settore. Siamo purtroppo abituati agli annunci di aziende che impostano le loro strategie di marketing utilizzando impropriamente i termini pelle e cuoio. Tutto questo va combattuto. Il consumatore deve sapere cosa sta comprando. È trasparenza e la trasparenza rientra in precisi valori di condotta morale.
Siamo vittime di attacchi superficiali, di chi ha comunque bisogno di utilizzare i nostri termini per imporsi sul mercato”.

LINEAPELLE per ora ha dovuto adattarsi alla situazione influenzata dal Covid. Come pensa ne uscirà, qual è la sua visione rispetto al più importante evento internazionale per la fornitura del settore moda?
“LINEAPELLE è stata penalizzata, come tutte le fiere del mondo, dall’emergenza sanitaria, ma rappresenta un patrimonio che noi continueremo a difendere. Un patrimonio costruito nel tempo e che l’ha resa l’evento internazionale per eccellenza, unico ed imperdibile, e non parlo solo dell’edizione di Milano, ma anche di quelle di New York, Londra, Tokyo. LINEAPELLE non è mai stata solo una fiera con una ricca ed articolata varietà di espositori, ma un evento di tendenza, di stimolo per l’intera filiera.
Dall’inizio del lockdown abbiamo avviato tutta una serie di iniziative digitali, che hanno contribuito a mantenere i legami con gli operatori, sia espositori che buyer, ed essere pronti alla sua ripartenza”.