Filati, tessuti, pelli, imbottiture, bottoni, zip, elastici… si calcola che in un prodotto finito le componenti presenti possano essere anche più di 20, ognuna con la propria impronta ambientale. Progettare e realizzare un capo fashion sostenibile significa valutare i materiali in base non solo alle caratteristiche estetiche e funzionali, ma anche in base a criteri di sostenibilità.  

È ciò che ha fatto Sara Santori, proprietaria e CEO di Santori Pellami S.p.A., sviluppando il progetto “Naturella” (la pelle biodegradabile, metal free, no toxic) che lei stessa ha presentato durante l’incontro “La rivoluzione sostenibile parte dalla moda”, tenutosi presso l’Università Bocconi di Milano in occasione dell’evento “Il salone della CSR e dell’innovazione sociale” di ottobre scorso.

Naturella®, dal 2017, esplora i territori della sostenibilità promuovendo un’innovazione di prodotto e di processo, per contribuire a diminuire gli impatti ambientali della fashion industry e migliorare il benessere delle persone.

Nell’ottica di ottenere una pelle sempre più sostenibile, Santori è riuscita a brevettare un innovativo processo di concia senza l’utilizzo di cromo e con un basso impiego di metalli pesanti tossici e allergenici (quali cadmio, cobalto, nickel e piombo), ottenendo una pelle di alta qualità e biodegradabile.

In collaborazione con il Politecnico di Milano, Santori ha ottenuto il finanziamento della Commissione Europea nell’ambito di “SME Instrument”, una delle misure del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, presentando un progetto per la valutazione della fattibilità tecnica ed economica di un business model a “km zero” per la produzione di Naturella® in Italia e in altri Paesi europei.

Santori è, infine, contributor del programma ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals) e collabora con il Politecnico di Milano nella ricerca di nuovi materiali a partire dal recupero degli scarti di produzione.

Sara Santori parla all’incontro “La rivoluzione sostenibile parte dalla moda”