Dopo 35 anni la presidenza torna alla Riviera del Brenta, cosa significa per lei e per il suo distretto?

“Come prima cosa è una profonda sodisfazione e la conferma che oggi l’Acrib è una delle territoriali più rinomate del palcoscenico produttivo della calzatura italiana”.

Quali saranno le priorità sulla quali focalizzerà il suo mandato?

“Secondo me l’associazione deve essere vista in maniera un po’  diversa da come la si è vista fino adesso. E’ ben altro che una semplice organizzatrice di fiere.   Deve cominiciare a parlare di ecosostenibilità, deve cominciare a  parlare di formazione ma a livelli importanti, deve diventare anche una struttura di servizi perché oggi i nostri imprenditori hanno bisogno di andare nel mondo, ma con prerogative completamente diverse. Naturalmente un grosso aiuto bisogna che anche l’imprenditore se lo dia da solo. Perché l’associazione non ha la bacchetta magica, non è onnipotente. Quello che saremo in grado di fare è orientare, consigliare e supportare l’attività dell’impreditore, siglando accordi e facendo azioni di lobby”.

Continuerà l’impegno con Confindustria Moda…

“Oramai siamo un anello della catena di Confindustria Moda. Lavorando assieme, ognuno prenderà vantaggio di un qualcosa che ha l’altro e viceversa”.

Come raccoglierà la questione del made in?

“Dobbiamo continuare nella battaglia ormai quindicennale. Il discorso del made in è il riconoscimento del prodotto: sappiamo benissimo che politicamente abbiamo dei problemi, e questo è un dato di fatto. Cercheremo tuttavia di portare avanti il discorso, magari trovando un’alternativa, per una specializzazione del prodotto italiano. E proseguiremo l’attività di lobby con i vari soggetti istituzionali, nazionali ed europei”.

Il futuro del Micam?

“E’ la più importante fiera internazionale del mondo, lo era in passato e lo sarà anche in futuro. Ci potranno essere investimenti da parte delle associazioni per abbellirla, per portarla più in alto. E di idee ne abbiamo parecchie. Prima di tutto istituiremo un Comitato Tecnico-Scientifico composto da Rappresentanti di Confindustria Moda, esperti nel mondo fashion, influencer, sociologi, analisti dei consumi di settore ed espositri, che interagisca e dialoghi con la presidenza per rendere sempre più ampia e strategica la partecipazione di aziende e buyer alla manifestazione”.

E sui mercati internazionali?

“Le politiche di internazionalizzazione verranno sostenute e potenziate, in collaborazione con Ice, attraverso missioni promozionali e commerciali, scouting sui mercati e programmi di incoming per far conoscere alla clientela internazionale gli assett del calzaturiero: storia, tradizione, saper fare, ma soprattutto saper vivere, il lifestyle italiano”.

 

 

Box: Siro Badon: impresa e vita associativa

 

Padovano, Siro Badon entra nel 1975 nell’azienda di famiglia, il calzaturificio De Robert di Saonara, e nel corso degli anni ricopre diversi ruoli,  dalla gestione produttiva a quella amministrativa, per poi dedicarsi al commerciale e aprire importanti sbocchi sia nel Nord Europa che in Asia, attività per la quale riceve il premio “Marco Polo” da Unioncamere Veneto nel 2010. Intensa anche la vita corporativa, l’ha visto sedere nel Consiglio Generale di Confindustria Venezia Rovigo, di NeaFidi, Confindustria Padova, Confindustraia Veneto, Politecnico Calzaturiero, e assumere la vice Presidenza Assocalzaturifici con delega alla formazione. Da otto anni è presidente di Acrib, l’Associazione dei Calzaturieri della Riviera Brenta.