Nonostante l'industria delle sneaker abbia compiuto importanti passi verso la sostenibilità, purtroppo i progetti messi in campo sono ancora lontani dall'includere una vera e propria economia circolare.

I fattori critici restano quelli della produzione complicata e l'utilizzo di differenti materiali (gomma, tessili, varie plastiche, etc.) che rendono quasi impossibile disassemblare e riciclare un paio di trainer a fine vita. Così, ancora troppe calzature finiscono in discarica e ci rimangono anche fino a 1000 anni prima di potersi dire smaltite. Un danno incalcolabile per l'ambiente, quando si pensi che questo tipo di calzature riveste una quota importante delle circa 23 miliardi di paia prodotte all'anno globalmente.

Conscia della necessità di dover porre in atto una strategia per un uso responsabile delle risorse del nostro pianeta, la designer tedesca Emilie Burfeind ha affrontato la materia in modo rivoluzionario per il suo progetto di diploma presso l'Università di Arte e Design di Offenbach am Main, dando vita ad un nuovo tipo di sneaker: Sneature.

Il nome è la crasi di “sneaker” e “nature”. Sock sneaker knitted 3D, le Sneature sono progettate per essere sostenibili sia nei processi che nei materiali, e sono completamente riciclabili a fine vita. Senza rinunciare a un design accattivante e alle performance.


Partiamo dai materiali. Emilie Burfeind ha impiegato per ognuna delle tre aree funzionali e strutturali della scarpa – tomaia, transizione e suola – tre diversi materiali a base naturale. Per la tomaia in maglia 3D ha utilizzato la Chiengora, un filato ottenuto dai peli di cane riciclati che ha ottime proprietà naturali, di assorbimento e rilascio dell'acqua, e antistatiche. L'area di transizione tra la calza e la suola è realizzata per immersione in gomma naturale liquida derivata dalla linfa dell'hevea brasiliensis che crea un parafango idrorepellente, protettivo e flessibile. La suola è invece costruita con filamenti di micelio di funghi mescolati con un substrato di cellulosa di canapa e altri prodotti di scarto agricolo, coltivati in uno stampo. I tre elementi della suola, posizionati sotto il tallone, il metatarso e la punta, aiutano a stabilizzare la scarpa.

Il concept design. Consente di realizzare infinite varianti sul tema utilizzando modelli digitali tridimensionali: la maglia può essere manipolata per ottenere zone più morbide o più resistenti, più traspiranti o più elastiche a seconda della performance richiesta; la suola può assumere diverse qualità e aspetti a seconda della prestazione/aspetto attesi. Il tutto senza la necessità di dover introdurre ulteriori e diversi materiali, ma semplicemente adattando e modificando il design dei materiali di partenza. Inoltre, l’assenza di cuciture e le materie prime selezionate conducono all’assenza di scarti.

La produzione. Dato che Sneature impiega materiali biologici e di scarto, la quantità di energia richiesta per la loro produzione e per processarli è molto più bassa rispetto a quella dei materiali a base petrolio. Secondo la Burfeind, inoltre, il processo manifatturiero è più veloce e richiede impianti di produzione più piccoli che impiegano minore energia rispetto a quelli delle trainer convenzionali. E ancora, la tecnologia 3D knitting permette una produzione on demand, evitando così sovrapproduzione e consentendo allo stesso tempo la personalizzazione di taglia, colori, pattern e materiali della scarpa.

Fine vita. La designer stima un ciclo di vita di circa due anni per la Sneature: dopo questo lasso di tempo, i suoi componenti possono essere disassemblati e riciclati. Il micelio polverizzato può essere reimpiegato per generare altre suole, la tomaia può essere cardata per creare nuovi filati. In alternativa al riciclo, i materiali della scarpa possono esser ripartiti e indirizzati al compostaggio industriale dove in quattro settimane i loro nutrienti possono essere reintrodotti nel ciclo ecologico dei materiali.

Con il progetto di Sneature Emilie Burfeind ha dimostrato che il concetto di sostenibilità è realmente applicabile al mondo della sneaker, grazie a una progettazione che abbia come punto focale l'utilizzo di materiali biologici e la circolarità dl prodotto.