La pandemia ha messo a dura prova comparti-chiave per la ripresa dell’economia europea come il fashion e il design & lifestyle, che generano su base annua un valore aggiunto per il prodotto interno lordo di 680 miliardi di euro (EUROSTAT 2018) e che tuttavia sono dominati da realtà di piccole dimensioni e da una forte componente artigianale. In un contesto che appare sempre più sfidante e competitivo e che richiede una grande resilienza diventa vieppiù importante la spinta all’innovazione e alla creatività per venire incontro alle nuove e mutevoli esigenze del mercato globale. È con questo spirito che WORTH Partnership Project – il più grande incubatore creativo d’Europa – ha dato avvio lo scorso 11 e 12 maggio all’evento digital “The Future of Creative Design”, che con l’aiuto di esperti del settore di risonanza internazionale e attraverso la presentazione di start-up e progetti innovativi, ha voluto esplorare a 360 gradi il tema dell’innovazione, della sostenibilità e della competitività quale volano della crescita post pandemia.

Ricordiamo che WORTH Partnership Project è il progetto quadriennale finanziato dal Programma COSME dell'Unione europea per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese (PMI), che favorisce la nascita di collaborazioni transnazionali tra designer, creativi, imprese manifatturiere (PMI) e tech firm, al fine di sviluppare prodotti innovativi e di design. Alla sua seconda edizione, oggi vanta oltre 350 partner fra le PMI di 34 nazioni.

Dopo l’apertura dei lavori a cura della Commissione Europea e di EIASME, il tema dell’artigianalità 2.0 è stato al centro dell’intervento di Assaad Awad – designer e artista multidisciplinare ispano-libanese dal background internazionale, noto per aver creato capi per star del calibro di Lady Gaga. Awad è partito dalla figura dell’artigiano nella storia, colui che secondo la definizione ‘usa la sua arte per il beneficio degli altri’, per concentrarsi, poi, su come la tecnologia abbia modificato e modificherà questa figura nel prossimo futuro. Mentre, infatti, nel passato il lavoro dell’artigiano era conosciuto e apprezzato solo dalla comunità in cui viveva o tutt’al più da quelle limitrofe, oggi egli può trovarsi ovunque nel mondo e accedere comunque ad informazioni globali, così come può proporre la sua arte a chiunque intorno al globo grazie alle nuove tecnologie. Nel corso degli anni, inoltre, l’artigianato è passato dal rispondere a necessità pratiche (come quella di creare abiti per coprirsi e proteggersi), all’assolvere esigenze di status (proponendo oggetti di moda e lusso), fino ad arrivare al presente e alla possibilità, offerta dalle nuove tecnologie, di creare prodotti smart in grado di fornire  informazioni e dati utili all’utilizzatore.

Le macchine e le nuove tecnologie, inoltre, come già avvenuto in passato con la rivoluzione industriale, non sostituiranno l’uomo, ma anzi gli permetteranno di sviluppare maggiormente la sua creatività e sperimentare. La tecnologia, infatti, facilita il lavoro dell’artigiano, permettendogli di risparmiare tempo e fatica sul fronte della lavorazione vera e propria, mentre gli consente di concentrare maggiore attenzione sui dettagli, sull’esecuzione e sulla creatività. Grazie alle tecnologie, ha concluso il designer, compiremo un nuovo passo sulla strada dell’evoluzione dell’artigianalità, unendo manualità, know-how e innovazione per creare qualcosa di unico.

Richard Van der Laken, CEO, cofondatore e direttore creativo di What Design Can Do, ha invece offerto una overview sul design e su come possa essere d’aiuto per superare l’attuale impasse, sottolineando come si vada sostituendo il sistema estrattivo, inquinante e lineare guidato dal consumismo (secondo il modello ‘Take, Make, Waste’) con un nuovo modello guidato dal concetto ‘Take Less, Make Better, Handle Smarter’.

János Keresnyei, esperto di sviluppo del business creativo, ha invece lasciato alcuni spunti sul tema del management degli asset intangibili, sottolineando come sia fondamentale per il designer “stabilire e mantenere procedure per garantire che il design del prodotto (i suoi componenti e la sua configurazione) sia correttamente tradotto in specifiche di produzione, trasferire il design del prodotto nei metodi e nelle procedure di produzione, e creare un ambiente produttivo che garantisca la conformità del prodotto ai requisiti normativi e agli standard di settore”.

Il webinar è stato arricchito anche dalla presentazione di 66 case history di successo, progetti che coniugano sostenibilità, inclusività e innovazione, realizzati all’interno di WORTH Partnership Project.

PROGETTI AD ALTO TASSO DI SOSTENIBILITÀ

Modifiable Vegan Bag Collection di KZENIYA, prodotta dall’italiana Super Company, ha cercato di fornire una soluzione alternativa al consumo eccessivo e all'impatto ambientale negativo dell'industria della moda sviluppando una collezione di borse in 3 pezzi che – attraverso diverse combinazioni e l’aggiunta di diversi accessori e gioielli – può essere reinventata di continuo, realizzata con pelle bio/vegana fatta di scarti di mele. 

Mocha Split. Non solo buccia di mele però. Tra i materiali innovativi impiegati ci sono anche le bucce di banana, bandiera del progetto dell’italiana Meraky di Emilia Paolicelli, con tessuti portoghesi di Casa Grigi: cradle-to-cradle bags realizzate con un materiale tratto dalla buccia di banana abbinato a inserti intrecciati ottenuti dal recupero del packaging del caffè. 

Kombucha Tsugi-bag collection, invece, mira a promuove l'industria locale, l'economia circolare e il consumo sostenibile con una collezione di borse, disponibili in cinque varianti, realizzate con materiali a base di kombucha, un fungo normalmente utilizzato per produrre bevande frizzanti, abbinati a tessuti di seconda mano.

Ventri, al contrario, punta su un materiale di origine animale per produrre le sue borse: lo stomaco di mucca. Una mucca, infatti, ha quattro diversi stomaci, ciascuno dei quali caratterizzato da una diversa funzione e quindi diverse forme e texture. A partire da questo materiale, considerato di scarto dall’industria alimentare, Ventri dà vita a tre diversi tipi di borse, ciascuna realizzata in pelle con uno dei quattro diversi stomaci adatti ad essere conciati.

Circular Bags punta invece sul concetto di riutilizzo e circolarità, proponendo una capsule collection composta da cinque borse concepite fin dall’inizio per avere una seconda vita, grazie alla possibilità di combinare i pattern di ciascuna borsa in modi diversi, risparmiando così risorse e valorizzando al massimo i materiali pregiati, anche attraverso una collaborazione con un piccolo artigiano della Grecia, paese fortemente penalizzato dalla crisi economica.

LiLO (Link & Lock) della designer Maria José Zambrano Lopez e prodotto dell’italiana Clic, è invece un connettore/chiusura modulare per gioielli (ma anche per borse?) ottenuto dalla lavorazione di sottoprodotti degli smeraldi e di metalli riciclati, che unisce bellezza e sostenibilità.

PROGETTI AD ALTO TASSO DI INCLUSIVITÀ

WeAr Design di EITHNE (Italy), AER IT CONSULTING LTD (UK) e DANIELA TANASE mira a coinvolgere i clienti nel processo di creazione e allo stesso tempo a costruire una comunità di artisti resilienti attraverso lo sviluppo di una piattaforma in cui visual artist e clienti co-creano articoli di moda, attraverso nuovi processi di collaborazione.  

STEM, invece, mira ad offrire un’alternativa sostenibile alla moda usa e getta con un sistema di creazione e vendita di capi di abbigliamento per il 21° secolo dove i tessuti vengono prodotti solo dopo la progettazione e l'acquisto, combinando una nuova tecnica di tessitura digitale a scarto zero, con una produzione di abbigliamento sostenibile e un approccio al dettaglio che mira a cambiare radicalmente l'industria della moda.

The Vegan Sheep è invece il sistema di misurazione digitale per i prodotti moda che aiuta i consumatori a identificare i prodotti sostenibili e a capire il motivo per cui possono definirsi sostenibili. Si ispira a un modello già avviato in altri settori come, ad esempio, quello del food.

PROGETTI AD ALTO TASSO DI INNOVAZIONE

EnaOna è un sistema intelligente che si propone di dar vita a calzature di lusso a tacco alto non solo belle ma anche più comode e confortevoli, collezionabili e upcylcable. L'autenticità di EnaOna risiede nel design innovativo della struttura della scarpa con tacco alto riutilizzabile e nella lavorazione artigianale dei suoi tacchi-gioiello da collezione. Confort e tecnologia si integrano grazie alla presenza di una soletta ergonomica, di un'anima in fibra di carbonio ultrasottile e riutilizzabile e di un meccanismo nascosto nel perno del tallone che consente di modificare l'altezza e la forma del tacco.

Silencio mira a dare una risposta tecnologica e intelligente all’arte del ballo e al benessere, con una cover per scarpe da Tip Tap realizzata con materiali avanzati – flessibile, antiurto e insonorizzata -, in grado di risolvere i problemi di questo tipo di calzature di rumore e danni sul pavimento e soprattutto problemi causati alla schiena e alle articolazioni dell’utilizzatore.

The Eastern Side of Riviera parte dal presupposto che le borse pieghevoli sono molto utili e funzionali per viaggiare e da riporre negli armadi, ma spesso poco attraenti. Da qui l’idea di creare una collezione di borse pieghevoli dal design intelligente e accattivante, realizzate in tulle – per offrire flessibilità – ottenuto da filati sostenibili come nylon riciclato da vecchie reti da pesca o filati biodegradabili, combinato con pelle riciclata per dare struttura all’insieme. 

Minois, invece, punta tutto sulla tecnologia per dar vita ad un prodotto smart: una collezione di borse – una tracolla, una borsa porta iPad, una borsa per laptop e una valigetta realizzate con tecnologie tipo la stampa 3D – caratterizzate da un dispositivo di illuminazione interna che si attiva con l’apertura e che offre anche la possibilità di caricare i dispositivi, come il cellulare, in modalità wireless.  

BioChromatic, di Loreto Binvignat e Vienna Textile Lab (startup che produce coloranti a base di batteri) raccoglie invece la sfida di utilizzare coloranti biogenici, una tecnica di tintura sostenibile ancora agli inizi, per il futuro dell’industria tessile e della moda.

Assaad Awad
János Keresnyei
Richard Van der Laken
BioChromatic
Circular Bags
Circular Bags
Circular Bags
EnaOna
EnaOna
Kombucha Tsugi-bag collection
Kombucha Tsugi-bag collection
Modifiable Vegan Bag Collection di KZENIYA
Modifiable Vegan Bag Collection di KZENIYA
LiLO
LiLO
LiLO
Minois
Minois
Silencio
Silencio
Silencio
Mocha Split.
Mocha Split.
STEM
STEM
The Eastern Side of Riviera
The Eastern Side of Riviera
The Eastern Side of Riviera
WeAr Design
Ventri
Ventri
Ventri
The Vegan Sheep