La sneaker ai funghi sembra uscita dal menù di una pizzeria, ma ovviamente non è così. Scherzi a parte, quella di Mylo sembra una strada molto promettente. Certo, il viaggio per realizzare una civiltà industrializzata che abiti in modo sostenibile il Pianeta è solo agli inizi. Ma la sensazione è che il modo migliore per lavorare per la natura, sia lavorare con essa. Questo è il pensiero che ha spinto adidas a immaginare prodotti realizzati con materiali sviluppati a partire da ingredienti naturali, o con cellule e proteine in laboratorio, in modo che alla fine possano tornare alla natura – abbandonando l’utilizzo di risorse limitate, basate sui combustibili fossili, che impoveriscono il pianeta.
Se un’azienda come adidas ‘coltiva’ l'ambizione di produrre le proprie scarpe su scala massiva, uno degli elementi chiave per l'utilizzo di materiali naturali nel processo di sviluppo è garantire una fornitura adeguata.
Allo stesso tempo, il materiale deve essere comodo, durevole e performante come – se non meglio – dei materiali ‘tradizionali’, come le pelli animali o sintetiche.
Una possibile soluzione è stata trovata nel micelio: una rete intrecciata tentacolare e rinnovabile che si snoda nel terreno, di cui i funghi sono il frutto. Immaginate i rami e le viti che fanno crescere le mele o l'uva – il micelio funziona come quei supporti tortuosi e ramificati, ma sotto il terreno.


L’innovativo materiale Mylo è costituito di micelio e viene creato usando un processo di crescita altamente efficiente, che consente al materiale di crescere in meno di due settimane. Il processo sfrutta una tecnica di agricoltura verticale all'avanguardia, che permette di coltivarlo in un ambiente di laboratorio controllato e che ne aumenta la resa per piede quadrato.
Adidas punta molto su questo materiale, soprattutto in considerazione della sua ambizione di divenire un’azienda che realizza prodotti plastic free entro il 2024. "L'introduzione di Mylo come nuovo materiale è un importante passo avanti nella nostra coraggiosa ambizione”, ha detto Amy Jones Vaterlaus, Global Head of Future di adidas. "Come pianeta, dobbiamo imparare a lavorare con la natura piuttosto che contro di essa e mettere tutti i nostri sforzi nella ricerca di soluzioni innovative che siano create responsabilmente con risorse che si rinnovano a un ritmo sostenibile. Progettate in sinergia con gli ecosistemi della terra".
L’innovativo progetto è stato reso possibile grazie a una partnership unica e collaborativa con Bolt Threads, una società di biotecnologia impegnata a creare la prossima generazione di materiali avanzati.
E il micelio non è solo un’idea peregrina che ronza in testa ad adidas. È nei piani di molti altri brand. Si pensi a Stella McCartney che ha già annunciato che utilizzerà Mylo nelle sue future collezioni o al gruppo Kering che desidera utilizzarlo per i suoi numerosi brand. Anche Hermès, fra l’altro, pensa al mondo dei funghi, visto che ha deciso di usare la pelle derivata dai miceti Sylvania, sviluppata dalla MycoWorks, per il modello cult di borsa a mano Victoria.
Il futuro della moda passa per il sottobosco? Staremo a vedere con grande curiosità e interesse. La strada sembra quella giusta.

Le Stan Smith in Mylo
Alla vista e come mano il micelio ricorda la pelle. Può essere colorato a piacere, assumere qualunque finitura o rilievo. Il prototipo di Stan Smith è stato mantenuto con una silhouette classica, la cui tomaia, le tre strisce, la linguetta e il logo sono tutti fatti di Mylo, mentre la suola è di gomma naturale.